(Il confessore:)

«E questi implacabili nemici furono uniti nelle mie lagrime. Dolce fiato della notte stellata, un sorriso nelle aque e nelle campagne da per tutto… Il tremuoto fece nella forte pietra profonda spaccatura che si coperse di fiori, che tremolavano all᾿ aura ed al sole…

Se mai fosse qualche cosa di non afferrabile, il martirio, il sangue lo scorterΰ, perchι mi par impossibile come possa passare al di lΰ uno solo di noi…

Come ombra erra το κοπαδάκι μου sotto la stellifera notte fresca dalle preghiere, tranquilla come se il cielo avesse piovuto il pane».